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Milano Fashion Week Agenda | venerdì

Terzo giorno della Milano Fashion Week FW 2011-12 tutto da seguire su Grazia Web Fashion TV con video, fotogallery, interviste e tweets.

Ecco il programma della giornata:

09,30 – MOSCHINO

10,30 – ANTONIO MARRAS

11,30 – LES COPAINS

12,30 – ETRO

14,00 – GIANFRANCO FERRE’

15,00 – GIANFRANCO FERRE’

15,00 – MASSIMO REBECCHI

16,00 – BLUMARINE

17,00 – GABRIELE COLANGELO

18,00 – C’N'C COSTUME NATIONAL

19,00 – AIGNER

19,00 – VERSACE

20,00 – VERSACE

Lo speciale: Milano Fashion Week FW 2011

Finire in bellezza, da Alviero Martini

Siamo nello spazio Alviero Martini. La seconda settimana della moda 2010 finisce questa mattina. In via Argelati 1, però, la festa è ancora grande e il cortile è carico di invitati che mangiano cioccolatini. C’è attesa perché il maestro della pelletteria invita sempre un ospite speciale ed, oltre ad apprezzare i capi, si ride molto. Non veniamo delusi: la brillante Teresa Mannino di Zelig apre e chiude la passerella e c’è da sbellicarsi. Le gag si susseguono tra caricature delle commesse dei negozi, commento sul lifestyle milanese e note a margine sulla differenza tra gli uomini e le donne. 

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La seduzione esotica di I’M, Isola Marras

Nel lavoro del grande Antonio Marras confluiscono molti importanti concetti legati al mondo della moda. Il recupero delle origini che passa attraverso la scelta delle fantasie e dei tessuti, lo sguardo obliquo proprio dell’artista e l’apertura a forme sartoriali sempre nuove, in grado di modificare la percezione e l’uso stesso dei capi. Non solo. Con Isola Marras, I’M, lo stilista sembra dare particolare rilevanza anche all’idea di apertura: alla gente (i prezzi della “seconda” linea sono assai accessibili), al day e casualwear e, con la nuova collezione, all’influenza di terre lontane come il Maghreb e l’Africa del Nord. 

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Coccinelle. E pesci rossi

La collezione PE di Coccinelle è sterminata. Lo spazio del brand, in via Borgonuovo (quasi in Brera), è ampio e luminoso, sovrastato da bassorilievi opulenti e affreschi. Il setting e, naturalmente, la linea sono arricchiti da decine di bocce d’acqua in cui nuotano pesci rossi (molti dei quali addormentati!). Ecco un modello in nappa, color carta da zucchero, dagli angoli smussati e dall’allure urbano. 

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L’Autre Chose. Un ponte tra le stagioni

Vi è mai passato per la testa di indossare velluto in piena estate? Probabilmente no. L’Autre Chose, però, lo reinterpreta come materiale di punta della sua collezione primaverile, abbinandolo – udite udite – al sandalo. Con tacco, oppure senza, versione infradito.

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Serapian. Made in Italy, come una volta

La presentazione di Serapian è davvero interessante. Al centro di una grande stanza bianca, due donne mostrano a noi, curiose, la fattura a mano delle borse intrecciate. È un procedimento delicato, che richiede un uso sapiente delle dita e dell’ago. Cliccate “leggi ancora” per scoprire i volti e i sorrisi (un po’ trattenuti!) delle due professioniste e da quanti anni lavorano per la casa di moda. 


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La rafia crochet di Stuart Weitzman

Scarpa giorno o notte? Stuart Weitzman si diverte a confondere le carte in tavola e propone una classica décolleté con tacco sottile ed elegante, abbinata a un materiale lavorato, ma grezzo e duro, come la rafia. Il mix and match di opposti funziona: perfetta per una puntata di shopping la mattina (anche sotto i pantaloni) e la sera, magari per una bella cena all’aperto. Tavolo con vista mare. 

Alberto Guardiani, dalla Marina all’harem (in tacco 12)

C’è da apprezzare Alberto Guardiani, perché – come poche altre maison italiane e nel mondo – riesce a trasformare l’ironia e la leggerezza in eleganza. Nelle sue collezioni la tradizione del Made in Italy convive con un certo gusto per il cartoon, l’eccessivo e un pizzico di kitsch (ma è un’ottima cosa).  È sempre un piacere visitare le sue presentazioni: le ragazze sono cortesi e preparate, l’atmosfera mai raffazzonata e, beh, le creazioni danno ottimi spunti di conversazione. Così, dopo averci stupito con il tacco-rossetto, lo stilista ha scelto la Marina come nuova ispirazione per la linea primavera-estate. 

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Furla. Un amore di plastica

A ora di pranzo, lo showroom di Via Sant’Andrea di Furla assomiglia a una strada all’ora di punta. Quanta gente! Qualcuno addenta la sua porzione di finger food, qualcuno si premia della molta strada fatta con un bicchiere di champagne e quasi tutti gli altri, beh, fotografano. E ce n’è da fotografare: la casa italiana ha deciso di fare un colpo di testa e dedicare una buona fetta della linea primavera-estate al PVC colorato, realizzando borse e scarpe nello stesso materiale in svariati colori accessi (verde, fucsia, giallo, azzurro…). Ecco una delle creazioni “annegata” nel liquido lilla. Era così scenografica che non abbiamo potuto fare a meno di fotografarla. 

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Sfilate: Mila Schön

Volare tra i tessuti: gli arti si trasformano in ali sotto il tulle di seta, il taffetà e la mussola. La palette neutra del sabbia e dello champagne si fonde – anziché costruirsi per contrasto – con colori flou come il giallo e il fucsia. Il pensiero va agli uccelli, tra le maniche ad ala e i gioielli di resina tra i capelli che sembrano piume. Evocazione e concetto sono padroni della primavera-estate di Mila Schön. Siete pronte a fluttuare?

La macchina del tempo di Gianvito Rossi

Fresco dell’apertura di un’area chaussures dedicata all’interno della Rinascente, Gianvito Rossi propone, col piglio del trend-setter, un ritorno al passato.
La sua personale visione della primavera-estate 2011 è dunque rivolta all’indietro: qui sotto una Mary Jane e un trochetto dal sapore “Saturday Night Fever” che gridano anni settanta. E un dipinto originale di Keith Haring che, qualora vi fossero dubbi, stabilisce l’atmosfera in maniera definitiva. 


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Un giardino per Agnona

Allestimento minimalista per per un brand che (già dal nome!) fa pensare alla morbidezza. In un piccolo giardino pieno di palloni bianchi e fascine di legno, i capi emergono dalle fronde come se spuntassero dalla terra. 

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Fiori di loto. Da Loro Piana

La semplicità è lusso. E poche maison possono vantarsi di essere sinonimo di lusso e semplicità come Loro Piana. La presentazione proposta dalla casa, però, era molto differente da quelle che si vedono in giro in questi giorni. Ad attendermi nell’elegante spazio, infatti, non c’erano borse, sciarpe morbidissime e abiti perfetti per un safari in Jeep (come mi aspettavo): c’era solo una giacca. E alcuni rotoli di tessuto. 

Mi hanno accompagnato e spiegato che il signor Loro Piana, durante un viaggio in Birmania alla ricerca di nuovi tessuti, si è imbattuto in un cotone speciale ricavato da un gambo di fiore di loto. Una mostra fotografica ne spiegava la fattura: da due steli si ricava un metro.



Vi posso dire che quando ho toccato gli esemplari di questa storia 100% vegetale, ho provato una sensazione davvero inedita.
Mi hanno detto che la collezione è in via di preparazione. Dovremo aspettare ancora un po’.

Sfilate: Love Sex Money

Non solo tonalità pastello e colori accesi: sulla passerella di Lorella Signorino campeggiano anche il blu, il beige e il sabbia. Love Sex Money accoglie la primavera-estate con sorriso misurato e piglio da diva. Non serve provocare per essere al centro dell’attenzione: basta navigare in ampie gonne-pantalone, avvolgersi in stampe floreali dal fascino sicuro, mostrare le caviglie in longuette o illuminare la stanza in maxidress e flats. Nella passione per la tinta unita che contraddistingue la collezione, però, non mancano le trasparenze e le giuste concessioni all’opulenza dell’oro. 


Non manca neppure il romanticismo. 

Ospite speciale della sfilata: Simona Ventura, che vestirà gli abiti della Signorino nella nuova stagione di “Quelli che il calcio”.


Massimo Rebecchi, sfilata

Quanto conta l’allestimento attorno alla passerella, da 1 a 100? Non c’è maniera esatta di rispondere, perché ci sono marchi che privilegiano l’esposizione “assoluta” (se non esiste scenario l’attenzione può concentrarsi sui capi) e marchi che scelgono la strada della teatralità (se esiste uno scenario, la sfilata è memorabile). La sensazione è che Massimo Rebecchi abbia trovato un giusto mezzo tra le due possibilità: così, per la sua collezione PE 2011, è stata la location a farla da padrona, ma senza bisogno di artifici o effetti speciali. Il luogo – di per sé – era maestoso: Palazzo Tiepolo in Via Clerici.


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Pelle riciclata e sapore retrò, da Bally

Bally vince il premio de “la presentazione più affollata della settimana della moda”. Lo showroom è gremito. Quando chiedo a qualcuno di ipotizzarne la ragione, mi rispondono che “c’è grande attesa per la collezione PE 2011″. Perché? Graeme Fidler e Michael Hertz, nuovi direttori creativi, hanno ideato una capsule collection – protagonisti assoluti gli accessori – rivoluzionaria per il marchio. E si sono ispirati agli anni ‘30. 


Quella che vedete è una borsa realizzata (ai lati, scuri) con pelle riciclata. “Di questi tempi” mi dicono “come si fa a non rivolgere il pensiero al pianeta?”


Questa, invece, è la scarpa con zeppa/non zeppa (da dietro è identica a una normale tacco) bicolore. Estrosa, si, ma assai raffinata!

Sfilate: Kristina T



Ore 10, via Filippo Turati. Non è male davvero come “risveglio” per il terzo giorno della Fashion Week. Luci esterno sul soffitto, pubblico silenzioso (forse un po’ addormentato, come me) e aria – per quanto artificiale – di campagna.


Kristina T mette in scena una giovane donna carica di innocenza e romanticismo. Lo rivelano le stampe floreali e la scelta decisa dei colori neutri. Preponderanza del cipria su tutte le altre tonalità. Applique che imitano le forme della natura su stoffe che rivelano e nascondono. Tenute collegiali DOC. 

Tra il pubblico c’è anche Nadege! Sorridente e già primaverile anche lei. 

Infine, sorpresa! La passerella è una tappeto d’erba.

La donna spaziale di Pinko e Mark Fast

Sono le 19.30 in Via Formentini, nel cuore di Brera ma entrare nel setting della presentazione del marchio è come fare un salto nello spazio, in un futuro più prossimo di quel che sembra.

C’è molta trepidazione per l’annunciata collaborazione tra il giovane stilista Mark Fast e Pinko è l’atmosfera – quella di una festa con tutti crismi e tanto di dj – è elettrica. Il lavoro di Fast si sposa bene con lo stile “tradizionale” della casa italiana, che da sempre punta tutte le sue fiche su un look giovane e seducente, sofisticato ma per tutte le tasche. 

Protagonisti indiscussi della linea PE sono gli anelli (leitmotiv ricorrente, come vedete nello foto), il laminato: argento e oro a non finire si legano a giochi di vedo-non-vedo tra tessuto e pelle nuda. Amplissime le scollature.




Space is the place
, insomma.

Seduzioni Diamonds by Valeria Marini, sfilata

Alle sfilate di Valeria Marini si va per il crowdspotting (osservare le persone): c’è poco da fare.
Ecco chi abbiamo incontrato.


Anna Tatangelo e Costantino

Borbonese: un party semi-privato


Quello che c’era da Borbonese assomigliava più ad un piccolo party privato che ad una presentazione vera e propria. Atmosfera molto formale, luci soffuse e specchi dovunque. Ci hanno giurato che avrebbero mandato il materiale stampa via mail (update: e hanno mantenuto la promessa, adesso abbiamo un sacco di materiale e presto pubblicheremo la gallery completa!), quindi, nel frattempo, ecco le foto della parure (scarpe e borsa) che ci ha colpito di più. Senza troppi giri di parole!

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