Grazia 11 del 2011

MODA SPECIALE SPORT
170 idee per uno stile glam-casual

Ricky Martin «Il palco è la mia droga. Ma fare il papà è ancora più eccitante»; Julianne Moore «Il problema non è baciare una donna, ma qualcuno che non conosci…»; Livia Firth «Il red carpet degli Oscar? Io e Colin l’abbiamo reso verde»

Gerry Scotti in redazione con noi: «Piaccio a tutti, donne, uomini, bambini e… suocere!»

QUESTA SETTIMANA: Stefania Rocca, Matteo Manassero, Danilo Gallinari

  • Tags

  • Tags

  • 0 commenti
    1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars
    3 votes
    Loading ... Loading ...
  • Scritto da graziablog
    il 07/03/2011

Riunione di redazione: Oggi è caccia aperta ai… cretini

Aveva ragione Pirandello: nulla è mai come appare. La settimana sembra(va) cominciata bene, Con un vivace dibattito su uno dei
nostri argomenti preferiti: lo shopping. O, meglio, lo shopping online.

«Io sono diventata una maniaca», esordisce con entusiasmo Vera che, da quando la Mondadori ha creato un outlet virtuale, Easyshop, ha sviluppato una specie di addiction. «Bisogna essere velocissimi, basta distrarsi un attimo e qualcuno ti soffia il tuo oggetto del desiderio». Stefania R. rizza le antenne quando scopre che si possono formare gruppi di acquisto che permettono di ottenere sconti straordinari. Poi, però, Piero introduce un tema serio: un saggio provocatorio dell’americano Gever Tulley, che propone 50 cose pericolose da far fare ai propri figli.

«L’autore sostiene che l’ossessione per la sicurezza dei bambini può essere controproducente e che si deve lasciarli liberi di giocare anche con il fuoco o col trapano». Non sappiamo se il tema dello shopping sta annoiando il collega e se è reduce da uno dei suoi weekend di “terrore”, in ostaggio delle sue deliziose gemelline, ma la sua proposta ci risveglia di colpo. «Vuoi liberarti delle bambine? Sappi che non te lo permetterò», lo minaccia Vera. Improvvisamente ci trasformiamo in un gruppo di amazzoni sanguinarie con una sola missione: smascherare gli… scemi (chi permetterebbe mai a un figlio piccolo di giocare con un trapano?). Sembriamo finite dentro il film La cena de cretini, in cui ogni settimana un gruppo di amici organizza una cena dove portare uno stupido da mettere alla berlina. E così, anche qui da noi, ogni proposta diventa un’occasione per deridere qualcuno. L’elenco è lungo: un portavoce di un parlamentare, che volevamo intervistare, e che ci ha chiesto che genere di giornale è «Grazia» (ma dove vive? “Esistiamo” da più di 70 anni!), un personaggio famoso che ha rinunciato a una gloriosa carriera per dedicarsi a coltivare alghe (!), un’ecomaniaca che perde le sue energie (alternative, ovvio) per trovare improbabili rimedi in difesa del Pianeta.

Leggi il resto…

Polpette: e forse fu per gioco (o forse per amore)

Siccome è il compleanno di Lucio Dalla ed è qualche giorno che non ci sentiamo adesso vi dico le cose di qualche giorno e ci metto delle foto di Lucio Dalla a caso.

Leggi il resto…

Vi aspetto al semaforo ma spengo il motore. 2 Ingranaggi e variatore.

- Ti ricordi quando stavi con Alex?
- Oddio sì. Quanti anni saranno passati? Quindici? Venti?
- Non lo so.
- Ci eravamo messi assieme in prima superiore. Siamo stati fidanzati sei mesi. Mi ricordo che mi veniva sempre a prendere con il motorino quando finivo la scuola.
- Perché vi siete lasciati?
- Mi ha lasciato lui, era una sera calda. Ci siamo trovati al solito posto, vicino la cabina del telefono. Mi ha detto che non poteva più stare con me perché era estate e doveva andare a ballare con gli amici.
- …
- Mi ricordo che non sono stata mai più così male per un uomo. Ho pianto giorni di fila e i peluche, il pendaglio a forma di cuore e le rose del nostro mesiversario che avevo seccato mi ricordavano ogni secondo quanto lo amavo. Pensavo davvero di amarlo. A quindici anni si soffre davvero il mal d’amore più assoluto.
- Non c’è che dire.

Non è vero che le donne preferiscono gli stronzi. Le ragazzette preferiscono gli stronzi.
Leggi il resto…

  • Tags

  • Tags

  • 4 commenti
    1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars
    4 votes
    Loading ... Loading ...
  • Scritto da teresabellemo
    il 04/03/2011

Adélaïde de Clermont-Tonnerre: la moda vista da una parigina

Questa settimana, sul nostro blog, abbiamo un’ospite straordinaria: la scrittrice francese Adélaïde de Clermont-Tonnerre, giornalista e rubricista di “Point de Vue” e autrice de Il visone bianco, libro su cui Mondadori crede molto.
Le abbiamo chiesto di presentarsi a voi sotto forma di intervista, parlando di sé, della meravigliosa città in cui vive (Parigi) e, ovviamente, del suo nuovo libro.
Iniziamo dalla moda.

Qual è la prima cosa che ti viene in mente alla parola moda?
Le scarpe, le scarpe, le scarpe! Anche con un vecchio jeans, se ho delle belle scarpe mi sento al top. Le mie preferite: innanzitutto Sergio Rossi, le sue creazioni sono veri gioielli, assolutamente sexy senza essere volgarei. Il massimo della tentazione.
Christian Louboutin, le sue scarpe sono vertiginose. Certo, non ci possono fare delle maratone, ma adoro i materiali che utilizzano. Inoltre lui, il preferito delle star, è tra i più simpatici.
Seguono poi Zanotti e Jimmy Choo…

Che ci dici delle borse?
Cosa sarebbe una parigina senza la sua borsa Chanel?

Leggi il resto…

Senza COMPLICITA’ un incontro intimo può diventare una lezione di anatomia

È ora di dirlo una volta per tutte. Ormai siamo con tutti e due i piedi dentro il Terzo millennio, ma l’ignoranza di molti uomini nei confronti dell’organo sessuale femminile rimane abissale e sorprendente.

A nome della categoria, invoco un’attenuante. Paragonato alla spensierata linearità dell’organo maschile, il corrispondente femminile ha qualcosa di labirintico. Perfino la sua forma ci sfugge. È facile disegnare un pene, e ne troviamo parecchi esempi sui muri delle città e nei gabinetti delle stazioni; quando, però, gli artisti dello spray provano a fare lo stesso con i genitali femminili, i risultati sono pietosi. Non parliamo poi del nome! Io sopra ho scritto pene, ma potevo sbizzarrirmi con fallo, membro, asta, verga, senza sforare nel turpiloquio; parlando di voi, invece, si cammina sul filo sottile che divide la volgarità da espressioni ginecologiche come vulva (impreciso, e poi suona malissimo) o vagina (la parola meno erotica del mondo).
Leggi il resto…

I MASCHI ai fornelli? Ci stupiranno davvero quando metteranno anche in ordine

Nei ruoli divisi per genere, le cose cambiano, chissà se poi così tanto. Cucinare, per esempio. Pare che i boys, oggi, vogliano superarci ai fornelli, non improvvisando o consultando libri di ricette o l’ingegno, ma seguendo in gran numero regolari corsi di cucina con chef professionisti. Sembra un sogno. Sarà vero? Negli anni omerici del primo femminismo, le militanti erano attentissime a cogliere la discriminazione nella diversità di compiti tra uomini e donne. Non sfuggiva che, spesso, mansioni che le femmine svolgevano gratis, come ordinaria amministrazione, i maschi le facevano in pompa, come mestiere da stipendio. In cima alla lista c’era la cucina. Alla donna tocca la routine quotidiana: rifornire la dispensa e – anche se piove o tira vento – mettere a tavola tre volte al giorno la famiglia.

Nel Secondo dopoguerra è arrivata la moda del barbecue, tipica impresa maschia, con tutto quel trafficare di carbone, legna e fuoco: faceva mucho macho, anche se si trattava di girare sulla graticola del giardino solo umili hamburger, l’uomo di casa ci provava gusto. Altro che richiamo della foresta, era tutto teatrale: il vasto grembiule di lino bianco, le pinze lunghissime per non scottarsi, qualcuno osava anche calarsi in testa il tocco alto e bombato da maître de cuisine, con fare semiserio, ma sempre compiaciuto. Punto.
Leggi il resto…

Teresa Bellemo, Vi aspetto al semaforo ma spengo il motore. 1 Manca la senape.

- Adesso lui va da lei, ma lei non c’è, anzi è nella doccia e il suo gatto è acciambellato sul copri-tazza del water. Lei non sente il campanello e lui sconsolato va a sbronzarsi nel primo bar che trova.
- Maddai! Io con te al cinema non ci vengo più. Potevi dirmelo che lo avevi già visto, magari prendevamo i biglietti per un altro film, no?
- Non lo ho già visto.
- Non lo hai già visto. Però guarda un po’, il tizio sta chiedendo un whisky doppio a un barista che intanto lucida bicchieri.
- …
- Invece lo hai già visto. Non lo sai che è da maleducati spifferare ai vicini di poltrona come va a finire il film? Agli amici poi…
- Non ti ho detto come va a finire, ti ho solo detto che lei fa la doccia e lui si sbronza.
- Scusate, avete finito di parlottare? Qui c’è gente che vorrebbe vedere il film.
- …
- …

Leggi il resto…

  • Tags

  • Tags

  • 0 commenti
    1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars
    4 votes
    Loading ... Loading ...
  • Scritto da teresabellemo
    il 01/03/2011

Il mondo sta cambiando. Che ci crediamo o no, in MEGLIO

Vorrei tornare sul “tormentone” felicità (sapete che è tema che mi appassiona molto). Ho appena scoperto la cosiddetta formula a U, più una serie di altri suggerimenti su cui vale la pena riflettere.

La lettura dei giornali, in questi giorni, è davvero particolarmente ansiogena. Il conteggio dei morti in Libia è diventato una penosa prassi quotidiana e dopo la Tunisia e l’Egitto, al di là della violenza che non può che suscitarci orrore, la cosa peggiore è che anche i più grandi esperti di quell’area fanno fatica a capire cosa succederà. E come sarà il futuro di quei Paesi e di quella povera gente. Intanto il prezzo del petrolio è salito alle stelle, le Borse sono colate a picco, le nostre coste saranno prese d’assalto dai profughi… Leggo cronache e commenti con un crescendo d’ansia.

Poi, per fortuna, in uno dei tanti quotidiani scopro una notizia piccola piccola, che mi aiuta a deviare l’attenzione e a trovare un po’ di conforto in un tema che mi prende sempre. Il professor Andrew Oswald, dell’università inglese di Warwick, dopo un lungo studio su un’enorme quantità di persone, ha scoperto, senza ombra di dubbio, dice lui, che la felicità nella vita ha un andamento a U.
Leggi il resto…

E allora una dice, ciao ci vediamo

Mi piacerebbe  che come sottofondo a questo post ci fosse la musichètta usata dalla Gialappa’s Band quella che mettevano ogni volta che il soggetto del loro divertente dileggio se ne andava per una nomination, un cambio squadra, un chi lo sa. Quindi musichètta, foto ricordo delle gaffe e delle cose migliori di Daniela e sottotitolo: ciao, ti ricorderemo così, un po’ sciroccata, un po’ di quello che volete voi.

Sono stata qui per un anno. Penso a Minna che forse dirà, manco si è sentita la tua presenza cara e penso a Cktc che forse dirà, Danielle dove vai, dimmelo che mi mancherai. E a Orsomarchino che forse dirà, orpo.

Tutte le persone che hanno scritto o contribuito qui dentro per questo lungo e velocissimo anno, sono state un pezzo dei miei pensieri. Anche quelli meno condivisibili, quelli più ovvi, quelli più feroci.

E poi è sempre un mettersi ad aggiustare il tiro: le mie frecce non sono mica finite (scordatevelo a caratteri cubitali) ma si deve cambiare, almeno per me è così. Oppure succede anche che le cose cambiano e tu devi saperlo fare con loro.

Avrei tipo una lista di persone da ringraziare: a queste persone qui, grazie.

Sarò nei dintorni, una volta che si entra in un posto che ti piace, anche quando vai via ci torni sempre volentieri.

E allora, come si dice, fate ammodo o come avete sempre fatto ché io vado. Ciao ci vediamo, ok?

ps e favorite pure i macarons

L’ospite della settimana: Teresa Bellemo

Teresa Bellemo scrive e collabora con alcuni magazine, blog e webzine. Nel web, capita che si faccia chiamare «Vedogente» e il suo blog si chiama nelregnodeiciechi.blogspot.com.

Ha abbandonato Medicina per laurearsi in Scienze della Comunicazione e forse non è stato un affare. Vorrebbe disperatamente che l’analista lo passasse la mutua. Intanto, si arrangia come può, ovvero parlando da sola mentre è alla guida della sua auto.

Per Grazia Blog racconterà fatti sul tema Vi aspetto al semaforo ma spengo il motore.

Grazia 10 del 2011

MODA new entry di primavera: pizzo bianco, pelle western, blazer, denim rivisitato

Stefano Accorsi in redazione con noi «Sono timido, ma sicuro di me. Serio, ma simpatico. Inquieto, ma… Niente è come sembra»; Diane Keaton «Il mio segreto per sembrare giovane? Evitare i primi piani»; David Garrett «Suonare il violino è rock!»; Adriano Giannini «Noi attori abbiamo un ego spropositato. Senza ironia, non vai oltre l’ombelico»; Sul set di “Beautiful” dietro le quinte della più lunga soap opera tv; Martha Louise di Norvegia «Io parlo con gli angeli».

Questa settimana: John Landis, Gianni Di Gregorio, Susanna Camusso, Bernadette Segol, Kate Betts

Paranoie e nevrosi di uso comune: Decalogo dell’autoinganno

Siamo usciti insieme tutte le settimane nell’ultimo mese e mezzo. Abbiamo fatto l’amore tutte le settimane nell’ultimo mese e mezzo. Poi l’ultima volta ha detto che mi avrebbe telefonato giovedì alle dieci. Invece mi ha chiamata sabato alle quattro. Perché? La mia rosa di ipotesi:

1. tra giovedì e sabato si è preso una sbronza tale che ha dormito ininterrottamente perdendo ogni riferimento cronologico;

2. ha perso il mio numero per 48 ore;

3. ha perso il telefono per 48 ore;

4. ha temuto che io pensassi che fosse diventato troppo invadente quindi ha deciso di farmi credere che lui in realtà è uno che una donna la chiama quando e come gli pare;

5. ha temuto che io pensassi che fosse diventato troppo invadente e per paura, dato che è pazzo di me, ha deciso di farmi credere che non gli interessa più di tanto sentirmi;

6. non si era segnato in agenda il nostro appuntamento telefonico;

7. tra giovedì e sabato ha avuto da fare con un amico depresso;

8. tra giovedì e sabato ha avuto problemi con una prozia novantenne;

9. mi ha chiamata con un numero privato e io ho perso la chiamata;

10. mi ha chiamata, ma il mio cellulare ha fatto pasticci e ha cancellato la cronologia delle telefonate perse in entrata.

Polpette: chitarre, chitarrini, gatti, gattini

Oggi George Harrison compirebbe 68 anni, pensavo di mettere una sua foto con un gatto. Oh, salve signorina.

Leggi il resto…

Ruggine: intervista a Stefano Massaron

Ruggine è il nuovo film di Daniele Gaglianone, ora in post-produzione, con Stefano Accorsi, Valerio Mastandrea, Filippo Timi e Valeria Solarino. Con tutta probabilità parteciperà al prossimo Festival di Cannes. Abbiamo avuto l’occasione di intervistare Stefano Massaron, l’autore italiano del romanzo dal quale è tratto il libro, e non ce la siamo lasciata sfuggire.

Ti saresti mai aspettato che “Ruggine” potesse diventare un film?

In realtà no. Non tanto per la scrittura in sé (che, come in tutti i miei romanzi, è molto “visiva” e poco “raccontata”), ma per la delicatezza del tema trattato e l’asprezza di alcune scene del libro. So che nel 2005, subito dopo l’uscita del romanzo, una casa di produzione l’aveva preso in lettura e se l’era tenuto per qualche mese, salvo poi rinunciare proprio per i motivi che ho appena descritto. È stata una grande sorpresa, lo ammetto, quando all’inizio del 2009 ho ricevuto la telefonata della mia agente che mi informava dell’interesse concreto di Fandango.

Ti va di raccontarci come è avvenuto il passaggio dalle parole al cinema?

Ruggine, come ho già detto, ha avuto una vita un po’ travagliata sulle scrivanie dei produttori. Dopo i primi mesi, in cui sapevo esserci un vago interesse, non se ne è più parlato e, sinceramente, non credevo che se ne sarebbe fatto nulla. Sono passati quattro anni (un tempo lunghissimo considerando la velocità con cui la narrativa in Italia viene macinata dall’apparato distributivo) prima che qualcun altro si muovesse per acquisire i diritti cinematografici. E così, se vuoi, si è creata una situazione un po’ paradossale: da quando gli articoli sul film in realizzazione hanno iniziato a uscire sui quotidiani e sulle riviste e sui siti specializzati, le richieste per il romanzo si sono moltiplicate… e il romanzo non è disponibile. Non puoi immaginare quante persone mi contattano e mi scrivono chiedendomi dove possono recuperarlo. È frustrante, in realtà, perché non so cosa rispondergli: ormai la prima tiratura è esaurita da tempo, e non resta che aspettare la ristampa che tornerà in libreria in concomitanza con l’uscita del film. Sul film stesso, però, non posso raccontarti più di tanto, perché sono rimasto completamente fuori dal progetto e dalla realizzazione. Una cosa, però, mi sento di dirtela senza problemi: quando ho saputo che il regista era Daniele Gaglianone ho fatto un metaforico salto di gioia, perché nelle sue opere precedenti Daniele ha saputo raccontare in modo perfetto la vita di periferia, il disagio della grande città, e mi sembrava davvero il regista ideale per Ruggine.

Leggi il resto…



Abbonati

52 numeri a solo 27,90 €

1 anno con il 70% di sconto se ti abboni o regali un abbonamento sul nostro sito

ARCHIVIO | CREDITS | CONDIZIONI DI PARTECIPAZIONE | PRIVACY | SCRIVICI | GRUPPO MONDADORI | PUBBLICITÀ | ABBONAMENTI

SITI MONDADORI


2011 ARNOLDO MONDADORI EDITORE S.P.A.
P.IVA 08386600152