
Ruggine è il nuovo film di Daniele Gaglianone, ora in post-produzione, con Stefano Accorsi, Valerio Mastandrea, Filippo Timi e Valeria Solarino. Con tutta probabilità parteciperà al prossimo Festival di Cannes. Abbiamo avuto l’occasione di intervistare Stefano Massaron, l’autore italiano del romanzo dal quale è tratto il libro, e non ce la siamo lasciata sfuggire.
Ti saresti mai aspettato che “Ruggine” potesse diventare un film?
In realtà no. Non tanto per la scrittura in sé (che, come in tutti i miei romanzi, è molto “visiva” e poco “raccontata”), ma per la delicatezza del tema trattato e l’asprezza di alcune scene del libro. So che nel 2005, subito dopo l’uscita del romanzo, una casa di produzione l’aveva preso in lettura e se l’era tenuto per qualche mese, salvo poi rinunciare proprio per i motivi che ho appena descritto. È stata una grande sorpresa, lo ammetto, quando all’inizio del 2009 ho ricevuto la telefonata della mia agente che mi informava dell’interesse concreto di Fandango.
Ti va di raccontarci come è avvenuto il passaggio dalle parole al cinema?
Ruggine, come ho già detto, ha avuto una vita un po’ travagliata sulle scrivanie dei produttori. Dopo i primi mesi, in cui sapevo esserci un vago interesse, non se ne è più parlato e, sinceramente, non credevo che se ne sarebbe fatto nulla. Sono passati quattro anni (un tempo lunghissimo considerando la velocità con cui la narrativa in Italia viene macinata dall’apparato distributivo) prima che qualcun altro si muovesse per acquisire i diritti cinematografici. E così, se vuoi, si è creata una situazione un po’ paradossale: da quando gli articoli sul film in realizzazione hanno iniziato a uscire sui quotidiani e sulle riviste e sui siti specializzati, le richieste per il romanzo si sono moltiplicate… e il romanzo non è disponibile. Non puoi immaginare quante persone mi contattano e mi scrivono chiedendomi dove possono recuperarlo. È frustrante, in realtà, perché non so cosa rispondergli: ormai la prima tiratura è esaurita da tempo, e non resta che aspettare la ristampa che tornerà in libreria in concomitanza con l’uscita del film. Sul film stesso, però, non posso raccontarti più di tanto, perché sono rimasto completamente fuori dal progetto e dalla realizzazione. Una cosa, però, mi sento di dirtela senza problemi: quando ho saputo che il regista era Daniele Gaglianone ho fatto un metaforico salto di gioia, perché nelle sue opere precedenti Daniele ha saputo raccontare in modo perfetto la vita di periferia, il disagio della grande città, e mi sembrava davvero il regista ideale per Ruggine.
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