DIARIO DI GRAZIA.IT

ABOUT

Un diario collettivo dove la nostra famiglia di blogger, collaboratori e il network internazionale di Grazia si raccontano.

TWITTER

CONTRIBUTORS

  • Sara Moschini

  • chiara da col

  • Gabriele Verratti

  • Barbara Sallustio

  • Francesca Crippa

  • Sara Reverberi

  • Daniela Losini

  • Michela Marra

  • Grazia.it

  • Grazia International


POST PIÙ LETTI

ARCHIVIO



  • Quanto siete disposte a spendere negli e-shop?

  • BY Gaia De Vecchi
  • L’ecommerce dilaga e i brand che scelgono di non avere una vetrina online si contano ormai sulla punta delle dita. E se l’Italia è stata più timorosa, rispetto ai paesi europei e all’America, all’idea di entrare nel vortice dello shopping virtuale, il settore fashion sul web cresce esponenzialmente anno dopo anno.

    Al di là dei soliti timori sulla possibile clonazione della carta di credito, dramma ormai superato grazie a PayPal e alle carte ricaricabili da utilizzare solo per acquisti on line, ci si affida sempre con più convinzione agli store virtuali,”compagni” di scorribande notturne dettate dall’impulso. Navigando qua e là sui “soliti noti” del luxury e shop, ci si chiede però chi siano gli shopaholic tentati dall’acquisto di capi a più e più zeri. Se avessimo intenzione (e anche un discreto budget a disposizione) di acquistare un abito sopra i 3000 euro, non vorremmo non solo che ci calzasse a pennello, ma anche toccarlo, provarlo e riprovarlo? Tesi smentita dalla visione di trionfanti sold out che lampeggiano sotto creazioni da mille e una notte.

    Lo stesso quesito accompagna il pensiero dell’acquisto di una calzatura da 5000 euro, tenendo comunque conto che chi sceglie una decollètè a queste cifre ne ha altrettante nell’armadio e di conseguenza il numero del fatato e  fortunato piedino non cambia. La domanda sorge spontanea: quanto si è disposti a spendere negli store virtuali? E non per una borsa adattabile e portabile al di là delle nostre forme più o meno accentuate, ma per abiti e calzature dalla lavorazione e dalla struttura complessa.
    A voi l’ardua sentenza.