DIARIO DI GRAZIA.IT

ABOUT

Un diario collettivo dove la nostra famiglia di blogger, collaboratori e il network internazionale di Grazia si raccontano.

TWITTER

CONTRIBUTORS

  • Sara Moschini

  • chiara da col

  • Gabriele Verratti

  • Barbara Sallustio

  • Francesca Crippa

  • Sara Reverberi

  • Daniela Losini

  • Michela Marra

  • Grazia.it

  • Grazia International


POST PIÙ LETTI

ARCHIVIO



  • Venezia 69: si parte

  • BY Grazia.it
  • Cominciamo bene. Ma proprio bene. L’albergo è a due passi dal Palazzo del Cinema (l’anno scorso mi facevo 15 buoni di bici): il che significa meno moto (e più chili) ma anche più sonno (e meno occhiaie). Il clima è perfetto: c’è stato un temporale qui vicino, il 92 per cento di umidità è precipitato e si sta da dio. C’è meno caos e più organizzazione: sarà perché i titoli in concorso e no sono di meno oppure perché si sono resi conto che i giornalisti sopravvissuti dalla Campagna di Cannes sono qui con il dente avvelenato: alla prima coda chilometrica per vedere un film… mordono!

    E cominciamo bene anche con le anteprime. Perché il film  che apre la “69ma Mostra internazionale del cinema di Venezia” (madò com’è lungo! mi va via una riga) è bello. S’intitola «The Recluctant Fundamentalist» della regista indiana Mira Nair che qui ha già vinto: con «Monsoon Wedding», nel 2001. Parla di un pakistano (l’affascinante talentuoso e mingherlino Riz Ahmed) che da studente modello diventa un geniale analista finanziario. Davanti a sé ha una carriera brillante, una fidanzata ricca, bella e tormentata (Kate Hudson) e probabilmente una casa con attico e superattico e vista sullo skyline di New York. Finché accade qualcosa che sconvolge la sua vita (e quella di miolioni di persone), l’attacco alle Twin Towers, l’11 settembre. Di colpo Changez (il nome del personaggio è – casualmente? – un invito al cambiamento)  si trova trattato come un sospetto terrorista, anche se ripete “io amo l’America”. Rientra nel suo paese, a Lahore, dove diventa docente dell’università e… qui mi fermo. Vi dico però una cosa: non è un mattone! A me è piaciuto, anche se sono ancora sconcertata nel vedere che Kate Hudson con i riccioli neri! (ma in conferenza stampa era platino come sempre).

    Prendete nota: il brano che David Byrne ha composto per il film è bellissimo!. Appena torno a casa lo cerco su iTunes.

    Una curiosità: ieri mattina la regista Mira Nair è andata a visitare le donne detenute al carcere della Giudecca che l’avevano invitata a parlare di disagio e, ovviamente, di cinema. Un appuntamento che con il redcarpet non c’entra niente. E che ci piace. Tanto da stasera in poi faremo il pieno di sfilate e vestiti. E anche questo ci piace: molto!

    Simona Coppa