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  • London show Rooms: Parigi chiama Londra

  • BY Gabriele Verratti
  • Importante e necessaria l’iniziativa del British Fashion Council di radunare a Parigi la nuova creatività d’oltremanica, secondo la modalità del progetto London show Rooms. Nello spazio di un loft dalle parti di rue Guémené,  arricchito dalle suggestive installazioni di Aitor Throup, si sono ritrovati i più interessanti talenti della moda londinese. Aitor, ospite speciale, ha raccontato la sua ossessione per la verità e l’essenza in fatto di design: “La borsa-teschio che oggi presento è l’atto conclusivo di una lunga serie di perfezionamenti. Posso ben dire di ricercare degli archetipi, che distillino tutte le potenzialità espressive di un oggetto”. Meno concettuale, ma di sicuro impatto visivo il lavoro di Kit Neale, che riscatta la semplicità dei tagli con un’irresistibile gusto pop e frizzante di colore. Omar Kashoura è di indole più sommessa e predilige una sartorialità agevole e virile, tutta raccolta nell’amore per il dettaglio. Un particolare intreccio di crine di cavallo, ad esempio è alla base di un nuovo raffinato materiale che dà vita a stringate eleganti ma anche ad un insolito bavero per la giacca. Campioni di una maglieria dalle finiture sorpredenti Sibling, che per la recente collezione si avvale del lurex per impreziosire i suoi iconici cardigan, e James Long, che affianca le camicie in popeline stampato e ricamato a maglioni che sono una stupefacente tarsia di lustrini. Si confermano nella loro bravura il duo Agi & Sam, esuberanti nell’accostamento delle stampe, e il giovane Shaun Samson, che si diverte un mondo con effetti trompe l’oeil: la maglia è agugliata alla seta, ma l’occhio non scorge dove inizia una e termina l’altra.