Che fine hanno fatto i ROMANTICI?
Tra gli uomini ce n’è uno su 100, tra le donne una su 10. Ergo: è sempre più difficile trovare un Romeo. Sarà per questo che si tradisce di più?
Che il romanticismo fosse passato di moda, l’avevamo intuito. Sopravvive a Hollywood, domina Bollywood, ma nella realtà le cose sono ben diverse. L’Aispa (Associazione italiana di sessuologia e psicologia applicata) ha condotto un sondaggio sullo stato del romanticismo in Italia, concludendo, ahimè!, che per trovare un Romeo abbiamo ormai meno di una possibilità su 20.
Dalle risposte raccolte sono emerse quattro tipologie: gli equilibrati, che dosano emozione e passione; i passionali, che perseguono prima di tutto il piacere; gli amanti del compromesso, che non si lasciano mai completamente andare; i romantici (buoni ultimi), che sacrificano volentieri l’impulso di un momento per salvaguardare la purezza di un sentimento più profondo.
La buona notizia è che il gruppo più numeroso è quello degli equilibrati (44 per cento). Il che fa pensare che, nonostante tutto, conserviamo un’idea della coppia coinvolgente come un’onda, ma non travolgente come un uragano. La cattiva notizia è che il sentimentalismo è roba da Wwf: tra i maschi c’è un romantico ogni 100, tra le donne una su 10.
Quindi le pochissime Giuliette sono (quasi) senza cavaliere. La questione è più complessa di come sembra. Tutti, uomini e donne, stiamo cambiando modo di amare. La modernità ci rende, in un certo senso, simili alle macchine: più veloci nei contatti, più rapidi nell’elaborazione dei dati, più freddi nella formulazione di giudizi, più sbrigativi nell’archiviazione di una storia.

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Scritto da nadiolinda
il 10/02/2011














