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Che fine hanno fatto i ROMANTICI?

Tra gli uomini ce n’è uno su 100, tra le donne una su 10. Ergo: è sempre più difficile trovare un Romeo. Sarà per questo che si tradisce di più?

Che il romanticismo fosse passato di moda, l’avevamo intuito. Sopravvive a Hollywood, domina Bollywood, ma nella realtà le cose sono ben diverse. L’Aispa (Associazione italiana di sessuologia e psicologia applicata) ha condotto un sondaggio sullo stato del romanticismo in Italia, concludendo, ahimè!, che per trovare un Romeo abbiamo ormai meno di una possibilità su 20.

Dalle risposte raccolte sono emerse quattro tipologie: gli equilibrati, che dosano emozione e passione; i passionali, che perseguono prima di tutto il piacere; gli amanti del compromesso, che non si lasciano mai completamente andare; i romantici (buoni ultimi), che sacrificano volentieri l’impulso di un momento per salvaguardare la purezza di un sentimento più profondo.

La buona notizia è che il gruppo più numeroso è quello degli equilibrati (44 per cento). Il che fa pensare che, nonostante tutto, conserviamo un’idea della coppia coinvolgente come un’onda, ma non travolgente come un uragano. La cattiva notizia è che il sentimentalismo è roba da Wwf: tra i maschi c’è un romantico ogni 100, tra le donne una su 10.

Quindi le pochissime Giuliette sono (quasi) senza cavaliere. La questione è più complessa di come sembra. Tutti, uomini e donne, stiamo cambiando modo di amare. La modernità ci rende, in un certo senso, simili alle macchine: più veloci nei contatti, più rapidi nell’elaborazione dei dati, più freddi nella formulazione di giudizi, più sbrigativi nell’archiviazione di una storia.

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Un allenatore per prepararsi al PRIMO appuntamento

Il “dating coach” è sempre più popolare negli Usa (ma anche da noi).  Pensate che potrebbe esservi utile? Leggete le 10 regole-base e, poi, decidete. Lo conosciamo dai tempi di Hitch – Lui sì che  capisce le donne, il film dove Will Smith interpreta  il ruolo del dating coach, il consulente di  seduzione che può aiutare a trasformare un appuntamento qualunque in quello perfetto.

Sono passati anni e la figura del dating coach è sempre più importante nelle relazioni, specialmente negli Stati Uniti, patria di rapporti instabili e degli “speed date” (gli appuntamenti veloci), dove è possibile mettere in gioco il proprio cuore e perderlo in poche mosse (sbagliate). Insomma, la situazione è così complessa che sempre più uomini e donne si affidano a un “allenatore” che li prepari al primo incontro.

Il più famoso è David Wygant, con un sito molto frequentato (www.davidwygant.com: oltre 51 mila pagine visualizzate ogni giorno da quasi 8.500 visitatori diretti) e un divorzio alle spalle che gli ha insegnato a non fare errori con le donne e, soprattutto, a evitare primi appuntamenti disastrosi. Un bagaglio di conoscenze che ora offre a un costo che oscilla dai 55 ai 95 euro l’ora. David è richiestissimo: in fondo, investire nei consigli di un dating coach è meglio che pentirsi di aver perso tempo e denaro nell’ennesima storia sbagliata.

Che cosa si impara in queste sedute? Si inizia dalla psicologia per rafforzare la stima in se stessi, poi si passa alle tecniche di comunicazione e si finisce con una vera e propria guida alla seduzione. Le consulenze si svolgono in privato e con alcune prove “pratiche”, in locali dove il coach aiuta il cliente a conoscere le donne (o gli uomini) che lo attraggono.

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Benvenuti nell’era della PANSESSUALITÀ

Cadono i tabù, gli schemi, le etichette: omo, etero, trans, bisex. Siamo tutti liberi di sperimentare. Ma, alla fine, ne varrà la pena? In una puntata di Sex & the City, Samantha dichiarava che il futuro sarà caratterizzato non più da etichette come etero, omo, trans o bisex, quanto dalla voglia di sperimentare.

È proprio questo il principio base della “fluidità sessuale” o “pansessualità”, ovvero l’attitudine a vivere l’eros in un modo completamente fuori dagli schemi, cercando situazioni sempre nuove e gestendo la ricerca del piacere con dinamiche non tradizionali. Le possibilità di stabilire contatti, oggi, sono moltissime, le opportunità infinite. E anche se la modalità con cui gli incontri si consumano prevede un atto fisico (che tutti conosciamo), è anche vero che la cornice può essere inedita, diversa dal solito.

L’era pansessuale è quella in cui i divieti sono abbattuti, ognuno è libero di esprimere le proprie inclinazioni senza sentirsi sbagliato o diverso. In Svezia, un professore di sociologia della Malmö University, sta svolgendo una ricerca sulle studentesse che dichiarano di non riconoscersi negli schemi tradizionali («spesso ispirati a moralizzazioni ipocrite») e di ricercare nuove forme di piacere, a prescindere delle definizioni.

Della “fluidità sessuale” dei giovani ha parlato recentemente anche il quotidiano britannico The Guardian che ha decretato la fine della bisessualità, categoria troppo restrittiva per gli amanti di oggi. Nell’epoca della pansessualità, cadono molti tabù. Come quello che vuole la pornografia fatta e distribuita solo per gli uomini. A Barcellona è nata la prima casa di produzione hard gestita da una donna: Erika Lust.

Niente volgarità gratuita, né maschilismo, né sceneggiature noiose e scontate: protagonisti aitanti e trame degne delle fantasie femminili. Il risultato si fa sentire: i film di Erika (e di altre registe come Candida Royalle, Jenna Jameson, Belladonna, Chloe), hanno successo in tutto il mondo e stanno diventando il “terzo ospite intimo” di molte coppie.
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Un DATABASE per le nostre serate erotiche

Le avventure consumate. I corpi ritornano a nascondersi dentro i vestiti, e noi ci rintaniamo nella routine quotidiana. Dopo un anno di crisi economica, dove ci siamo buttate ancora più a capofitto – se possibile – nella vita professionale, può capitare che, ai primi freddi, ci rendiamo conto di essere impreparate. Insomma, l’autunno sta tornando e noi non abbiamo un’adeguata scorta di… calore umano.

Succede. Siamo talmente piene di impegni che non sempre c’è spazio per la passione. Qualche agguerrita single in carriera confessa, sui social network, di aver programmato un calendario che le ricorda di essere carina e seducente con gli uomini, così da tenersi la possibilità, ogni tanto, di fare del buon sesso.

Non è molto romantico, me ne rendo conto, ma ha un suo perché. Mi sono chiesta se la tecnologia, ormai invadente
terzo incomodo nella nostra vita relazionale e sentimentale, non avesse pensato anche a questo: strumenti elettronici per organizzare, condividere e coltivare la propria vita sessuale. La risposta è ovvia: sì. Esistono dei software per la gestione delle relazioni occasionali, quelle con i cosiddetti fuck-buddy, ossia uomini piacenti e simpatici, con cui coltiviamo volentieri un’amicizia che, in certe serate, è arricchita da salutari evoluzioni erotiche senza impegno (emotivo).

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Se avete lasciato il CUORE sulla spiaggia, leggete qui

Il 75% dei flirt estivi non sopravvive al rientro. Perché a farci innamorare è, di solito, l’uomo-fly, quello da un volo e via… Meglio imparare a riconoscerlo. Per evitarlo.

Il rientro dalle vacanze è spesso accompagnato da un qualche malessere. Che tu sia stata in spiaggia, in quota o in campagna, quando riparti ti assale il mal di mare, o d’aria o d’auto. Per fortuna, c’è sempre un rimedio che può darci sollievo. C’è per il mal di testa e anche per il mal di stomaco, c’è per quei giorni che, quando fa caldo, sono peggio che mai, e anche per tutti gli altri, feriali o festivi che siano. Ma nessuno ha inventato una pillola magica che curi i problemi del cuore.

Soprattutto quelli estivi che, secondo un recente sondaggio (informazioni: www.pasqua.it), fanno più male dell’alcol. Come dire: inutile berci su. Se fate parte di quel 60 per cento che si innamora più facilmente in vacanza, tenete conto (ahimé) che quasi il 75 per cento delle relazioni estive non sopravvive al rientro. A far crollare l’indice di happy end sono i cosiddetti “mosconi estivi”.

Quelli che svolazzano di approccio in approccio, determinati ad avviare il maggior numero di flirt nello spazio di un’estate. Stordite dal caldo e svenute al sole, è un attimo trovarsi preda di un unico volo, per poi vederli sparire in un battito d’ali. Ce ne sono di vari tipi. Il night-fly o moscone da nottata, per esempio, affolla le discoteche e i “flitter party”, ultima moda estiva di fast date (appuntamento lampo) all’americana. Il nome deriva dall’unione di party+Twitter, il popolare social network. A un flitter party tutti hanno un codice e un telefonino in Rete. Per agganciare qualcuno si manda un sms su Twitter con il codice della persona che ci piace e la scritta “Flitter me”. Se lei/lui risponde, è fatta: si chatta tutta la sera e poi…

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In tutte noi c’è una Dita Von Teese, basta “scoprirla”…

Iscriviamoci subito a scuola di burlesque! Perché spogliarsi è un’arte, i costumi sono fantastici e perché non occorre essere magre (anzi).

La prima volta che ho avuto la brillante idea di spogliarmi per sedurre un uomo è stato un vero fiasco. Avete mai notato che nei film riesce perfettamente al primo colpo ed è una cosa sexyssima? Le differenze tra grande schermo e vita reale sono sostanzialmente due: gli stacchi d’inquadratura e la programmazione preventiva dell’abbigliamento. A differenza delle attrici, noi donne comuni indossiamo sempre qualcosa che, per andarci a pennello, da qualche parte (spesso irraggiungibile) nasconde una zip che si apre quando non è il momento.

E comunque, tra vedere e fare c’è una bella differenza. Qualche settimana fa, «Grazia» ha cercato di carpire qualche segreto alla sensualissima e impeccabile Dita Von Teese, simbolo del burlesque e attrazione principale del Crazy Horse di Parigi. Una donna che riesce a essere allo stesso tempo ammaliante e divertente, piccante e ultra femminile. Ma come fa? Incuriosita e in cerca di qualcosa che potesse risollevare la mia autostima da spogliarellista della domenica, mi sono informata per saperne di più su questo stile che, forse, può fare al caso mio.

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Il rapporto più sicuro? Te lo insegna un VIDEOGAME

Si chiama Sex squad la squadra di supereroi che combatte Sperminator, il cattivo che vuole infettare tutta Sex City. E intanto sull’iPhone…

Andate su internet e digitate l’indirizzo www.healthunit.com. Vi apparirà il sito della Middlesex-London health unit, un’organizzazione inglese che si occupa di promozione attiva alla tutela della salute pubblica e personale. Navigando nella sezione dedicata alla salute sessuale (sexual health), vi imbatterete nel primo videogioco on-line pensato per insegnare a ragazzi e ragazze di ogni età i principi base della protezione a letto. Il gioco si chiama “Sex squad“, dal nome di una squadra di quattro supereroi che difendono eroicamente i cittadini da qualunque tipo di infezione sessuale nelle buie notti di Sex City.

La squadra dei fantastici quattro è composta da: Wonder Vag, una ragazza ancora vergine che crede nei valori del rispetto e del sesso fatto per amore; il suo potere è quello di riuscire a smascherare i bugiardi. Poi c’è Willy the Kid, un uomo alto un metro e 20 (ma forte come una roccia), particolarmente sensibile nei confronti dei problemi dei diversi. Power Pap, invece, è una ragazza guarita da un virus a trasmissione sessuale che si batte per la promozione di test e di pap-test effettuati regolarmente. Leggi il resto…

A corteggiarci adesso sarà un SOFTWARE?

GirlKeeper è il nuovo sistema “salvastoria” che aiuta lui a ricordare i compleanni di lei, scrive sms, manda email d’amore. Praticamente… terribile!

Luciana Littizzetto una volta disse una cosa che condivido pienamente: «Invece di regalare mazzi di fiori, per corteggiarci gli uomini dovrebbero regalarci mazzi di… scarpe». La mia esperienza, però, m’insegna che, quando un uomo ti regala un paio di scarpe di misura e stile azzeccati, quasi certamente non le ha scelte lui. Lo so: sono cinica e prevenuta, ma dietro ogni crema, vestito, profumo, accessorio perfetto destinato a me, ho sempre trovato un’amica, mia sorella, una segretaria, una collega. Niente di male, in fondo: è una vita che gli uomini tralasciano di occuparsi proprio dei dettagli di una relazione su cui le donne amano fantasticare. L’elenco è lungo e riguarda regali, date, momenti speciali. «Le mie prime mogli hanno divorziato tutte e tre perché mi dimenticavo ogni anniversario. Ma il quarto matrimonio sta andando alla grande». Lo dice Mark, americano, uno dei tanti casi di relazione salvata da uno dei software che sta già spopolando negli Usa e si prepara a cambiare la vita di tutte le coppie del mondo. Si chiama GirlKeeper (che potremmo tradurre come salvastoria), è un’applicazione per iPhone progettata dalla Wilshire Show inc. e si può scaricare in lingua inglese al costo di 0,79 euro sul sito www.girlfriendapp.com. Come funziona?
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La FANTASIA ci dice chi siamo veramente

Immagini di farlo con uno sconosciuto? Significa che sei timida. Desiderare di essere una spogliarellista, invece, è tipico della donna in carriera…

È più che mai salutare avere delle fantasie sessuali, sia per gli uomini sia per le donne, anche se noi tendiamo a nasconderle per pudore o per paura di essere giudicate dal compagno. Sul sito di Healthy Place ho trovato un’interessante classifica di dieci sogni femminili più frequenti. Leggendola, mi sono venute in mente le tipologie di donne a cui ognuna si può associare. Chissà se vi riconoscerete in qualcuna…

1. Farlo con uno sconosciuto. È per eccellenza la fantasia della timida che, con chi non conosce ein un luogo anonimo, riesce a tirare fuori tutta la sua carica sensuale e trasgressiva.

2. In gruppo. È quella dell’esibizionista che si immagina al centro della tensione sessuale di uomini e donne che la desiderano.

3. Essere dominatrice. Sculacciare un uomo, ordinargli di eseguire gli ordini, farsi implorare, costringerlo ad adorare i vostri piedi (o i vostri tacchi): è la perfetta fantasia della segretaria (o del subordinato) alle prese con una vendetta tanto agognata nei confronti del proprio capo.

4. In pubblico. È tipica della fatalona, della donna che sa di piacere e che ama sentirsi al centro dell’attenzione di molte persone, anche se – sia ben chiaro! – solo il suo uomo può toccarla.

5. A comando. Di fronte a un amante che le dà ordini, lei può scegliere se farsi pregare, se obbedire senza opporsi oppure, perché no, disobbedire e ribaltare la situazione a sorpresa. È classica della donna accomodante che, nella realtà, tende a dire sempre “sì”. Leggi il resto…

Per favore, non vaccinatevi!

Da molto tempo ho imparato che quando sento parlare di categorie a rischio non si tratta di un gruppo umano da proteggere bensì di un segmento di mercato sicuro. Allo stesso modo, quando i media nominano un gruppo di vittime non stanno parlando di solidarietà ma di testimonial gratuiti.

Ecco che, anche quest’anno, torna la pandemìa dell’influenza invernale che, come ogni volta, mieterà più vittime della famigerata e ormai mitica «spagnola». Quella delle possibili pandemìe mondiali, dei virus sempre in agguato, dell’organismo trasformista in stile arturo brachetti pronto a una tournée devastante nel nostro apparato cardio-circolatorio è lo spauracchio dell’uomo adulto contemporaneo. Quello che era l’uomo nero per i bambini, il mostro che li costringeva a ingollare l’odiata minestra senza far troppe polemiche, è oggi lo stesso che ci spinge a farci iniettare nel braccio sostanze di ogni sorta senza avanzare la minima critica.

E’ sulla fobia di qualcosa che potrebbe accadere e sarebbe catastrofico che oggi esiste la corsa ai vaccini. è la follia della guerra preventiva su scala globale e per questo siamo tutti chiamati a mettere in campo il nostro esercito immunitario per combattere ognuno la sua battaglia al nemico invisibile: il grande V.

E in questa chiamata in massa di buoni propositi, può succedere che qualcuno dimentichi di porsi la domanda essenziale: ma chi me lo fa fare? La risposta è quasi ovvia: te lo fa fare chi ci guadagna sopra. Lo so: tolgo poesia e anche ardore a questa guerra delle lodevoli intenzioni.

Ma qui ci va di mezzo la salute di tutti noi.

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Guida al PIACERE della maternità

Eros e gravidanza? Missione possibile. Consigli per avere rapporti felici anche con il pancione. Da provare senza fretta: avete nove mesi di tempo…

Avete visto in giro quanti pancioni? Sembra proprio che il 2009 sia l’anno dei neonati. Questo ci dà parecchia soddisfazione visto che alcuni mesi fa, per combattere la crisi, proprio in questa rubrica vi abbiamo consigliato di risvegliare la vostra vita di coppia (“Quando la crisi si fa sentire, investite sui sentimenti”).

A questo punto, mi pare doveroso parlare del piacere della maternità: con un pezzo dedicato al sesso prima, durante e dopo i fatidici nove mesi. Come si può ben intuire, sesso e gravidanza sono una coppia inseparabile visto che, senza l’uno, non esisterebbe l’altra (a parte qualche raro caso che ha a che fare per lo più con la scienza e qualche volta con la sfiga).

Siccome quando si fa sesso, bene o male, tanto o poco, comunque prima o poi bisogna fare i conti con questa conseguenza, è sempre meglio pensarci per tempo e prendere le dovute precauzioni. Ma quando la gravidanza ormai c’è e ne siamo felici, a quasi tutte le coppie viene il dubbio:

e adesso come la mettiamo con il sesso, si fa ancora o no?

Certo che sì. Ma con alcune precisazioni in materia. Leggi il resto…

Il primo APPUNTAMENTO (visto dalla parte di lui)

Gli uomini hanno le idee un po’ confuse sulle aspettative femminili. E se glielo spiegassimo con un gioco per la Playstation? Forse capirebbero…

Se siete single e abitate in una città, lo sapete: un primo appuntamento (che valga la pena) è merce rarissima. È vero che i posti per gli incontri sono tanti e così affollati che, inevitabilmente, si conoscono moltissime persone nuove, ma quantità e qualità non sempre si combinano. Curiosando qua e là nel web, sono andata a leggere che cosa ne pensano gli uomini. Credevo (ingenua!) che generalmente non pianificassero tattiche di approccio e di rimorchio.

Invece, esiste un numero inquantificabile di blog e forum zeppi di consigli su che cosa si aspettano le donne da un primo appuntamento e come assecondarle per ottenere «quel bollente weekend tra le lenzuola che già vi state figurando a sua insaputa». Però, questi blogger che dichiarano di conoscere i pensieri femminili così bene, su una cosa hanno ragione: l’appuntamento è tutto. Il resto è un mix di luoghi comuni e consigli da palestra. A partire dal programma raccomandato per la serata: pizza e cinema. Che botta di creatività! Scommetto che nessuno ve l’ha mai proposto prima…

E i consigli? Il primo è quello di non innervosirsi se lei è in ritardo e fa aspettare in mezzo alla strada come un cretino: «Dopotutto si è messa la minigonna, perciò fai buon viso a cattivo gioco». Passiamo al secondo estratto di saggezza maschile: le donne, al cinema, scelgono sempre film strappalacrime (ma chi l’ha detto?), però, danno la possibilità al loro cavaliere di tenerle teneramente per mano. «È un gesto molto gradito» (ma anche no). Leggi il resto…

Maschi da evitare: ATTENTE a questi cinque

Che l’amore è cieco lo sappiamo, che (per fortuna) c’è lo shopping riparatore, anche. Ma se incontrate un “fuck-simile” (o un blogger) datevi alla fuga.

Noi donne siamo bravissime nell’arte di incastrarci in relazioni che non funzionano. Spesso ne abbiamo il sospetto da subito, eppure ci intestardiamo a voler provare. E a volte il fallimento è davvero pesante, il che significa due cose: shopping riparatore e serate solitarie a cercare di toccare il fondo… del barattolo di Nutella.

È vero che al cuore non si comanda. E anche tenere a bada gli ormoni alle volte è davvero una fatica. Le regole dell’attrazione non le conosce nessuno fino in fondo, ma le due scrittrici e blogger americane Em e Lo (vedi il sito www.emandlo.com), hanno una teoria interessante.

Parte dall’idea che, se è vero che non possiamo sapere quale sarà l’uomo che ci renderà felici, possiamo però evitare quelli che, nella migliore delle ipotesi, ci spingeranno a tornare presto delle single che, tra una borsa e un paio di scarpe in saldo, si fanno la stessa domanda: come ho fatto a scegliere di nuovo quello sbagliato? Secondo Em e Lo, le categorie da evitare a priori sono cinque. Eccole.

Il fuck-simile è una sorta di sbiadita fotocopia dell’uomo che vorremmo come compagno. In un momento di debolezza o perché ci sentiamo sole da troppo tempo o ancora perché, dopo una serie di incontri palesemente sbagliati, in lui riconosciamo qualcosa del nostro ideale, lo scambiamo per il compagno che abbiamo sempre desiderato. Dopo aver investito sulla storia ed esserci impegnate, però, alla fine si rivela quello che è: una patetica fotocopia. Eliminatelo subito. Leggi il resto…

La scienza conferma: gli UOMINI non ci capiscono

Soprattutto quando parliamo il linguaggio della seduzione. Ecco, quindi, un glossario pronto all’uso per interpretare il significato dei loro sì, no, forse…

L’Università dell’Indiana ha condotto una ricerca su un gruppo di giovani uomini intorno ai vent’anni. L’obiettivo era stabilire se i ragazzi riescono a capire i segnali di seduzione, in positivo o in negativo, che le coetanee scambiano con loro. Il risultato, manco a dirlo, ha dato ragione a quello che tutte noi sappiamo da sempre: gli uomini non ci capiscono un tubo! E non è perché noi non siamo abbastanza chiare, come vorrebbero farci credere.

Infatti, sembra che possiedano una specie di «incapacità di cogliere le sfumature emotive del linguaggio non verbale spesso usato dalle donne». Ecco spiegato il motivo per cui, così spesso, un sorriso d’amicizia viene scambiato per un invito a ribaltare le lenzuola (e viceversa). Tant’è che, sempre secondo questa ricerca, le donne si sentono fraintese nel 68% dei casi.

State pensando di girare con una lavagnetta appesa al collo come i cani pastori e scriverci sopra i vostri desiderata? Lasciate perdere: su internet si scrive, ma non per questo i fallimenti comunicativi sono meno frequenti. Insomma, la situazione sembra irrecuperabile. Tanto vale investire su noi stesse (dov’è la novità?) e sforzarci di interpretare i loro codici. Eccovi, quindi, un piccolo glossario per capire come, gli uomini, parlano d’amore.

Primo: quando lui si definisce amico, intende quel tipo di amico che non fa sesso con te. Nel raro caso che gli interessi fisicamente, userà altre definizioni, molto macchinose, ma mai il termine “amico”. Leggi il resto…

Alla (ri)scoperta del PUNTO G e dei suoi “fratelli”

Sono milioni di anni che le donne fanno sesso, eppure la scienza rivela cose che non avremmo mai immaginato. Per esempio di una certa “zona

L’uomo vive sulla Terra all’incirca da 65 milioni di anni. Dunque fa sesso da almeno 65 milioni di anni. Supponiamo che ci sia stata un’evoluzione anche in questo ambito. Per esempio, diciamo che per un bel po’ le donne ignoravano che cosa fosse l’orgasmo: facevano l’amore per riprodursi, perché c’era il richiamo della natura, perché, in fondo, era un modo piacevole e alternativo per combattere la noia e anche – perché no? – un’alternativa bizzarra per cercare di provocare il fuoco per attrito.

Supponiamo che la scoperta dell’orgasmo abbia rivoluzionato la nostra vita al pari della ruota, del fuoco, delle macchine a vapore, della lavatrice, della pillola e del botox. Anche supponendo tutto questo, sono comunque milioni di anni che le donne ci hanno a che fare.

Clitorideo o uterino, singolo o multiplo, impetuoso o emotivo, sguaiato o sussurrato, l’orgasmo è un’esperienza che accomuna e distingue tutte.

Ovunque se ne parla, ci si confronta, si scambiano esperienze e consigli tanto che, ormai, pensavamo di sapere tutto e di più. E invece no. Un giorno del XXI secolo ti svegli e scopri che la scienza è a conoscenza di cose che nemmeno noi donne osavamo immaginare.

La prima: per godere di più non bisogna spegnere il cervello ma, al contrario, attivare l’intelligenza. A dirlo sono gli psicologi del King’s College di Londra che hanno condotto uno studio su 2.035 donne gemelle tra i 18 e gli 83 anni. I risultati parlano chiaro. Le donne con un’intelligenza emotiva più sviluppata (cioè quelle che possiedono una maggiore capacità di provare emozioni non razionali e le usano in modo consapevole) sono anche quelle che, a letto, riescono a comunicare di più, che hanno bisogno di meno preliminari, che riescono a essere più soddisfatte, a compiacere e a sorprendere il partner (e anche quando si masturbano godono di più).

Tirando le somme, non c’è molto da fare: l’intelligenza emotiva o ce l’hai o ti arrangi come puoi. Però, care amiche, guardiamo il lato positivo: da oggi possiamo smettere di fingere orgasmi e scaricare gli incapaci semplicemente dicendo: «Scusa caro, ma non stimoli abbastanza la mia intelligenza emotiva».

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