La BELLEZZA aiuta a trovare lavoro, ma anche a essere sempre mal giudicate

Sant’Agostino raccomandava: «Ama, e fa’ ciò che vuoi». Oggi l’invito teologico e spirituale scende di parecchi gradini e diventa: «Sii bella e troverai lavoro».

Dal Paese che ci ha donato l’Illuminismo e i diritti dell’uomo, liberté, égalité, fraternité, arriva “la discriminazione estetica”. Dopo le sciagure di razzismo, sessismo, consumismo, gayismo, arriva il “beautism” – l’essere favoriti (o no) in base all’aspetto. La disoccupazione è al 10 per cento, tra i giovani sale al 25. Le aziende, sommerse da richieste per i posti disponibili, sono sempre più esigenti con i tanti candidati a disposizione. Non basta più il curriculum vitae, con titoli di studio, lingue parlate, competenze acquisite, esperienze fatte. Prevale il videocurriculum e il “personal branding”, sapersi vendere e valorizzare come un marchio di biscotti.

Il nostro, secondo gli articoli che ne lamentano la tendenza, è un Nuovo Mondo distopico, come l’utopia sballata dello scrittore Aldous Huxley. Nelle assunzioni pare che la bellezza conti più dell’etnia, del colore della pelle, e dell’orientamento sessuale. Viene superata solo dall’“ageism”, cioè la discriminazione in base all’età.

Un rimedio c’è e si chiama “Pole d’Emploi”, azienda francese che offre Action Looking, un corso che aiuta a farsi più arrapanti e irresistibili ai colloqui di lavoro. Per un prezzo, of course. Secondo il libro Le poids des apparences (“L’importanza delle apparenze”) di Jean-François Amadieu, i belli sono considerati “più intelligenti, ambiziosi, calorosi, meno aggressivi, socievoli ed equilibrati”. Si obietta che è così da sempre – dalla nonna che diceva “Attenta alle prime impressioni” ad Aristotele, che pare scrivesse “la bellezza vale più di una raccomandazione” (e ora chi glielo dice agli italiani?). Però c’è chi sostiene che la situazione abbia superato i limiti di guardia. Così ora c’è un’altra scorrettezza politica di cui lagnarci e su cui scaricare la responsabilità dei nostri fallimenti (e anche se l’allarme arriva da oltralpe, si dovrà pur trovare il modo per scaricare la deriva che premia la straficaggine su Berlusconi, ormai colpevole d’ogni degenerazione dei costumi).

Ma consideriamo un attimo gli svantaggi dell’avvenenza: come la celebrità, ha tali privilegi che nessuno vuol sentire il rovescio della medaglia, anche se s’arriva all’omicidio. Dorothy Stratten, coniglietta di Playboy promossa attrice da Peter Bogdanovich, è stata torturata prima d’essere uccisa dal marito geloso. La stupenda attrice Natalie Wood, da single, spesso stava da sola e gli uomini per bene non osavano corteggiarla. Esiste poi il doversi difendere da valanghe d’indesiderate “avance” di maschi stolti e bavosi.

Durante gli anni del femminismo americano e del Lesbian Pride, le più fascinose mormoravano di essere importunate da tutte le parti, un inferno. Con l’aggravante che, se non accettavi la corte di una donna, eri complessata, conformista, e femminista falsa (sic). Le più corteggiate spesso stimolano rabbia e invidia, non solo lusinghe e favori. Alle graziose è difficile che sia riconosciuta la bravura effettiva: si pensa che qualche ammiratore abbia fatto il lavoro per lei. Se non è all’altezza di un compito, non è raro che sia giudicata più duramente di altre che sbagliano: più oca, più zoccola e, in ogni caso, più chiacchierata. Quanto al “beautism”, è poi così tremendo farsi belle, in forma ed eleganti per un colloquio, come si fa per un incontro d’amore? E, dovendo scegliere, non abbiamo noi la stessa preferenza per il più attraente?

commenti

ci sono 2 commenti
  1. Louiselle

    questo è un dato di fatto: la bellezza aiuta in tutto, come dici tu: è il primo impatto, ma non esiste solo quella: ci vogliono intelligenza, preparazione, savoir faire ecc.ecc. che si scopre col tempo e man mano che conosci la persona. La bellezza col tempo pian piano si modifica (se una persona è bella generalmente rimane tale sia pur con qualche ruga in più) ma i modi di fare e tutto il resto in molti casi migliorano. Penso che se una donna ha tutto questo troverà lavoro anche in tarda età: basta che a sceglierla sia una persona: o donna o uomo che sia corretta e intelligente e che sappia “davvero valutare” tutto questo.

  2. Caramella

    Siamo arrivati a questa follia:
    http://affaritaliani.libero.it/ultimissime/flash.asp?ticker=020711163011
    .
    buon fine settimana:)

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