Sono una fan scatenata (e acritica) delle DONNE?
Ho letto una ricerca che sostiene che gli uomini sono più bugiardi delle donne. Primo pensiero: capirai la notizia… Ma poi ci ripenso: una lettrice mi ha accusato di essere di parte. Avesse ragione?
Il tono della lettera era gentile, perfino affettuoso: una giovane donna, di Messina, mi ha scritto per dirmi che ama molto «Grazia», che legge sempre i miei editoriali e ne condivide i contenuti, ma quando parlo di donne, secondo lei, divento acritica.
Una fan scatenata che non vede i difetti del nostro sesso. Non credo sia vero, però ammetto di non essere equa quando parlo di uomini e donne. E non tanto perché non vedo i nostri limiti, ma perché ho ben presenti i loro! Comunque voglio correggermi, smetterla di parlar male degli uomini e quindi adesso faccio outing e vi dico tutte le donne che non sopporto.
Detesto le lagnose, quelle che passano la vita a lamentarsi, ovviamente dando la colpa delle loro “disgrazie” sempre agli altri, mentre si guardano bene dal muovere un solo dito per cambiare la situazione. Gli specialisti le chiamano passive aggressive: possono anche non aprire bocca, ma è chiarissimo che la vita (gli uomini, gli amici, i figli…) è in debito con loro e tutti sono colpevoli. Tra gli uomini la categoria dei lagnosi non è così ampia, ma in compenso, all’opposto, ci sono gli arroganti, gli assertivi, quelli che hanno sempre la verità rivelata, soprattutto se l’interlocutore è una donna.
Mannaggia, ci sono ricascata… Devo stare concentrata sulle donne: non mi piacciono le viziate, le egocentriche, tutto diritti e niente doveri, convinte che il mondo ruoti intorno al loro inutile ombelico (ma questa non è una caratteristica prettamente nostra: di narcisi è pieno anche il genere maschile).
E dagli… Terza categoria che abolirei sono le gatte morte: tanto buone, tanto gentili, voci basse, modi zuccherini e dietro senti il sibilo della pantera pronta a ghermire. Insomma, io mi trovo più a mio agio con le donne dirette, quelle più vere, che dicono quello che pensano, che non recitano delle parti, che sono spontanee, naturali, senza troppi orpelli (sia chiaro, in termini psicologici, niente a che spartire con quelle che si coprono di gioielli e bijoux che mi divertono molto).
Non condivido chi si fa strada nel mondo, che si parli di lavoro o di amore è lo stesso, a colpi di karate senza pietà per gli altri: è una brutta lezione che viene dagli uomini (basta, Vera, smettila) e non mi pare proprio il caso di impararla. E anche chi abusa del proprio corpo. Lungi da me l’idea di predicare la neo castità, ci mancherebbe altro. Dico solo (e lo dico alle nuove generazioni, le altre, le adulte, facciano quello che gli pare) che puntare esclusivamente sulla bellezza, quale che sia il lavoro, e su di una sorta di spregiudicatezza nell’uso dei propri punti di forza estetici, non dà mai grandi risultati.
Alla lunga non funziona e ha un sacco di controindicazioni, tra cui la sottovalutazione dei colleghi e l’odio delle colleghe. Infine, ma questo l’ho scritto spesso, detesto il birignao, gli eccessi di una presunta femminilità, le vocette, gli sbattimenti di ciglia. Il corrispettivo del macho, muscoli e clava (e ti pareva…).
Tutti gli altri mi piacciono, e parecchio: le donne e gli uomini normali. Normalmente femminili e maschili. Meglio se con ironia.

















>Detesto le lagnose
idem…che nervi…!