Polpette: modi di ricordare che è meglio dimenticare
Ecco, un modo abbastanza cretino per ricordare Kurt Cobain è fare una statua gigante della sua chitarra e metterla in riva al fiume di Aberdeen, Seattle.
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Ecco, un modo abbastanza cretino per ricordare Kurt Cobain è fare una statua gigante della sua chitarra e metterla in riva al fiume di Aberdeen, Seattle.
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Per aiutare le vittime del terremoto e dello tsunami in Giappone, oltre 30 dei più grandi nomi della musica contemporanea hanno unito le forze per l’uscita mondiale di Songs For Japan, straordinaria compilation contenente 38 hit e classici. Il disco è disponibile a partire da oggi su iTunes a € 9.99 mentre la pubblicazione del doppio cd è prevista per il 5 aprile a un prezzo consigliato al pubblico di € 9.99.
Il ricavato delle vendite andrà a finanziare i soccorsi prestati dalla Croce Rossa giapponese che utilizzerà i fondi per le operazioni di primo intervento attualmente in corso e per la successiva assistenza alla popolazione colpita. Gli artisti che partecipano a Songs For Japan, le case discografiche (EMI Music – Sony Music Entertainment – Universal Music Group – Warner Music Group) e gli editori musicali hanno rinunciato alle royalty e ai proventi delle vendite mondiali dell’album affinché la Croce Rossa giapponese riceva il massimo sostegno possibile da questa iniziativa globale. Anche iTunes donerà i proventi alla Croce Rossa giapponese e ha dato ampio risalto al progetto nei vari store del mondo.
La track list di Songs For Japan è a dir poco stellare:
1. John Lennon “Imagine”
2. U2 “Walk On”
3. Bob Dylan “Shelter From The Storm”
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Comincia a fare caldo. Mi sono già comprata un paio di scarpe estive (divine, bianche e nere). Tra poco dovrò pensare ai vestiti. Ma come la metto con quei due/tre chili in più?
Il tempo di pormi il problema (antico, annoso, irrisolvibile, soprattutto perché ho la forza di volontà di una lumaca morta, direbbe mio figlio, che è molto creativo nelle metafore) e in redazione mi arrivano ben due libri che si occupano di diete. Lo prendo come un segno del destino e inizio la lettura del primo. La dieta Dukan, spiegano sulla copertina, “ha fatto dimagrire 13 milioni di persone” (come avranno fatto a contarle?), perché dovrebbe fallire proprio con me? Leggo velocemente, in maniera trasversale, perché ho sempre poco tempo e tante cose da fare e poi, nel caso specifico, non è che il tema appassioni, so che dovrei occuparmene seriamente, ma non ci riesco.
La verità è che, contro ogni razionalità (e chi se ne importa, sono razionale su un sacco di altri temi, almeno su questo lasciatemi straparlare) quello che vorrei veramente è mangiare come un lupo (anzi peggio, perché io mangio in continuazione, intervallando a colazioni, pranzi e cene, break di ogni genere, ma mai sani ovviamente…), non fare ginnastica, perché di nuovo non ho tempo e non ho voglia, e dimagrire ugualmente, senza essere malata… Insomma vorrei un miracolo, e mi dispiace doverci rinunciare. Va be’, leggo saltabeccando di pagina in pagina e capisco abbastanza velocemente: è la solita, classica, sicuramente funzionale dieta proteica. Per tre giorni si può mangiare solo carne e pesce: già mi vedo la mattina fare colazione con un petto di pollo, tra le risate dei miei familiari che non perdonano niente a nessuno. I giorni successivi, bontà loro, si possono aggiungere un po’ di verdure e poi ci sono altri due step a cui non sono mai arrivata, perché ho smesso, scoraggiata.


MODA SOFT! Chic in maglia
Sondaggio bellezza: Quanto ti piaci? 13 mila donne rispondono
Liam Neeson «Mi sono tolto uno sfizio: far finta di essere Sean Connery»
Margherita Hack «Ho tre grandi passioni: la bici, l’insalata e le stelle»
Niccolò Fabi «Ho guardato in faccia il dolore più spaventoso che ci sia»
Noemi «Dedico una canzone alla cellulite. No alla fissazione di essere perfette»
QUESTA SETTIMANA: Jonathan Franzen, Fatima Bhutto, Brock Enright, Melanie Mar, Marco Bocci, Romana Petri, Luca Bianchini, Dinaw Mengestu, Livio Romano


Sant’Agostino raccomandava: «Ama, e fa’ ciò che vuoi». Oggi l’invito teologico e spirituale scende di parecchi gradini e diventa: «Sii bella e troverai lavoro».
Dal Paese che ci ha donato l’Illuminismo e i diritti dell’uomo, liberté, égalité, fraternité, arriva “la discriminazione estetica”. Dopo le sciagure di razzismo, sessismo, consumismo, gayismo, arriva il “beautism” – l’essere favoriti (o no) in base all’aspetto. La disoccupazione è al 10 per cento, tra i giovani sale al 25. Le aziende, sommerse da richieste per i posti disponibili, sono sempre più esigenti con i tanti candidati a disposizione. Non basta più il curriculum vitae, con titoli di studio, lingue parlate, competenze acquisite, esperienze fatte. Prevale il videocurriculum e il “personal branding”, sapersi vendere e valorizzare come un marchio di biscotti.
Il nostro, secondo gli articoli che ne lamentano la tendenza, è un Nuovo Mondo distopico, come l’utopia sballata dello scrittore Aldous Huxley. Nelle assunzioni pare che la bellezza conti più dell’etnia, del colore della pelle, e dell’orientamento sessuale. Viene superata solo dall’“ageism”, cioè la discriminazione in base all’età.
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Parte oggi la 4^ edizione di web@lfemminile, la kermesse digitale promossa da futuro@lfemminile per tenere vivo il dibattito sulla condizione femminile in Italia e contribuire a un miglioramento concreto nella vita di tutti i giorni, valorizzando il ruolo della donna nella società e favorendone la crescita personale e professionale attraverso l’innovazione tecnologica.
Da oggi, tutte le donne – dalle studentesse alle mamme, dalle imprenditrici alle pensionate – ma anche tutti gli uomini interessati a conoscere meglio le mille sfaccettature dell’universo femminile, sono invitati a collegarsi al sito www.webalfemminile.it per partecipare alla 24 ore di interviste, approfondimenti, contenuti esclusivi e iniziative speciali.
In particolare, l’edizione 2011 di web@lfemminile metterà l’accento sull’importanza per ogni donna di tenersi costantemente informata e di saper cogliere i molti stimoli offerti dalle esperienze quotidiane come occasioni di apprendimento e formazione continui. In linea con il claim “Aggiorna la tua vita”, la kermesse digitale vuol essere un invito a sfruttare la propria curiosità per arricchire il proprio bagaglio di conoscenze e scoprire le innumerevoli opportunità offerte dalle nuove tecnologie, per essere sempre al passo coi tempi.
Il sito www.webalfemminile.it sarà articolato in 10 canali tematici: alimentazione, bellezza, formazione, lavoro, maternità, politica, risparmio, sicurezza, sociale, tecnologia.
Al termine della 24 ore “made in women” di oggi, i contenuti e gli approfondimenti proposti da web@lfemminile rimarranno disponibili durante tutto il mese di aprile e maggio.


Raul Montanari, “il punto di vista maschile del giornale”, è venuto a trovarci per parlarci di L’esordiente, il suo ultimo romanzo.
Raul legge un brano soltanto per noi


Della mia passione per i film vi ho già detto. Di quella per i libri anche. Beh, questa volta vi propongo un libro che sembra un film. Ogni romanzo, quando è ben scritto, lo è almeno in parte. Ma Libertà, di Jonathan Franzen, di più.
Premessa: credo di essere uno tra i pochissimi a non avere letto Le correzioni. Non so perché. Temo per una sorta di stupido anticonformismo: quando uscì, urlarono tutti al capolavoro e mi annoiava l’idea di accodarmi. Sicuramente invece tutte le lodi erano ampiamente meritate, almeno a giudicare da questo romanzo pubblicato ben nove anni dopo il primo (che ovviamente adesso recupererò). E che mi ha sedotto dalla prima pagina, come e più di un film.
Suppongo succeda a tutti di immaginare i personaggi, i luoghi, le situazioni che si leggono. È normale, fa parte della modalità della lettura e del cervello. In qualche caso però, mi sembra che sia ancora più esplicito, più evidente. Ma non perché l’autore miri, fin dall’inizio, alla versione cinematografica (esiste anche questa possibilità, l’ho notato spesso, per esempio, nei gialli), ma proprio per una qualità intrinseca di alcune scritture e di alcune storie che sono così “vere”, così reali, così vicine da costringerti a metterle in scena in un tuo personale film, nella testa.


MODA: SPECIALE LINGERIE
Seduzione è: trasparenze, shaping e sangallo. 120 idee da indossare subito.
Elton John «Il mio piccolo Zachary ha già il suo iPod. Ascolta Chopin, Mozart, i Led Zeppelin e il suo papà»; Elio Germano e Folco Terzani «Io sono te. Ma quanto è difficile essere entrambi figli di Tiziano»; Duran Duran «Il segreto per rinnovarsi? Tornare alle proprie radici»; Bianca Balti «Volete smetterla di paragonarmi a Belén?»; Neri Marcorè «Sono io che ho sostituito la Rodriguez: ho un fisico esplosivo»; Adam Sandler «Se la mia goffaggine può ispirare qualcuno, evviva!»
QUESTA SETTIMANA: Nicole Krauss, Andrea Osvart, Henry Winkler


Lo so, arrivo in ritardo, ma questa cosa che Liz Taylor è voluta arrivare in ritardo anche al suo funerale la trovo adorabile.
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La nostra ospite della settimana, Adélaide de Clermont-Tonnerre, questo sabato sarà a Milano per presenterare il suo primo libro, “Il visone bianco”.
Vi aspetta a:
MILANO – Multicenter – P.zza Duomo, 1
Sabato 26 Marzo 2011 alle ore 17:00
Sinossi
Ritornano le atmosfere di Bella di giorno o Bonjour tristesse ambientato nella Parigi intellettuale, chic e mondana degli anni ’70.
Passando davanti a un’edicola di Nizza, la giovane Ondine scopre per caso che sua madre, la chiaccheratissima scrittrice Zita Chalitzine, è morta suicida a Parigi. Da molti anni Ondine non la vedeva più, preferendo vivere a Nizza con la nonna, Madame Lourdes. Di origini modeste, Zita ha fatto sempre parlare di sé, pronta a tutto pur di diventare qualcuno. Protagonista incontrastata nella Parigi degli anni Settanta, escort a servizio di Madame Claude prima, amante del più famoso scrittore francese vivente poi, Zita lascia all’insaputa di tutti un’autobiografia che Odine trova nel mettere a posto le sue cose dopo il funerale. E nel leggerla viene a conoscenza di segreti e rivelazioni scottanti, che non sospettava.


Ho visto quella foto su un giornale, poi l’ho guardata e riguardata: mi faceva una tenerezza infinita quel bimbo con le mani alzate, mentre un tecnico lo ispezionava per le radiazioni.
Era piccolo, due, tre anni al massimo. Aveva un piumino e gli occhi spaventati, però da bravo bambino ubbidiva agli adulti che lo stavano controllando. L’ho mostrato a mio marito, a mio figlio, non so perché sentissi l’esigenza di condividere quel momento di dolcezza e di dolore. Poi, ripensandoci, ho capito che cosa mi aveva colpito tanto in quell’immagine, al di là del fatto che un bimbo in pericolo ti tocca comunque il cuore: il suo atteggiamento, di resa, di collaborazione, che era ed è emblematico dell’atteggiamento di un intero popolo. E per noi, calorosi mediterranei pronti a reagire in maniera esagerata a ogni stormir di fronda, è sconcertante.
Ma avete visto i reportage che arrivano dal Giappone? Avete letto gli articoli sul comportamento della gente? In fila, ordinati, abbandonano gli edifici perché non bastavano terremoto e tsunami, adesso c’è anche il rischio nucleare. Nessuno urla, nessuno si agita. Gli adulti aiutano i più piccoli e i vecchi. I commercianti hanno praticamente svuotato i negozi consegnando tutto a clienti senza soldi: non c’è problema, hanno spiegato ai giornalisti occidentali allibiti, torneranno certamente a saldare i debiti. Siamo certi di appartenere alla stessa razza?
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MODA: stili ad alto tasso di femminilità
Anthony Hopkins «Perché mi fate fare sempre il cattivo?», Carey Mulligan «Mi sento famosa solo quando metto i tacchi», Le interviste collettive
Franca Sozzani in redazione con noi, Fratelli d’arte «Piacere, sono l’altro Depp e faccio lo scrittore», Francesco Venditti «Ho cinema e musica nel sangue: merito di mamma e papà», Giorgio Panariello «Adoro le commedie romantiche: non capisco perché preferiscono Scamarcio a me», Francesco Montanari «Da boss a poliziotto. Il Libanese adesso fa l’ispettore».
QUESTA SETTIMANA: Andrew Garfield, Stella Pende, Ottavio Missoni, Marina Abramovic, Valentina Rimini.


I capelli di David Lynch non sono mai a caso.
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Un figo, come lo vesti lo vesti, è figo.


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